Ljajic: "A Roma altri 10 anni. E basta chiacchere!" | Noi siamo la Roma

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L'attaccante giallorosso Adem Ljajic spiega in una intervista la sua esultanza dopo il gol col Torino: "Non ce l'avevo con i tifosi, ma con chi scrive contro di me e i miei compagni. Siamo da scudetto, come ha detto Garcia"

"Non ho nulla contro i tifosi, ce l'ho con i chiacchieroni. Io a Roma sto benissimo, e ci vorrei restare a lungo". Adem Ljajic parla così della sua esperienza in giallorosso. L'attaccante serbo sembra destinato ad un ruolo da precario del gol, non essendo ancora riuscito a ritagliarsi un ruolo da titolare. 

La Roma e Garcia, però, credono in lui, e lo stesso Ljajic è certo di poter crescere e vincere in giallorosso: "Io a Roma sono pronto a restarci 10 anni se mi vogliono-spiega ai microfoni di Sky Sport-. Lo scudetto? Abbiamo la forza per riuscre a vincerlo. Ci prendiamo la responsabilità di dirlo, così come ha già fatto Garcia. Noi ci pensiamo, ci proviamo e andiamo in campo ogni volta per vincere. Però, come ho detto tante volte, giochiamo partita dopo partita e alla fine vedremo. Ci proviamo, perché abbiamo sicuramente la forza per farlo". 

L'esultanza con il dito davanti alla bocca dopo il gol al Torino ha creato qualche polemica: "Ma l'esultanza non era riferita a nessuno in particolare. In quel momento non mi sentivo apprezzato e mi è venuto spontaneo. Ci sono in giro tanti chiacchieroni che parlano e non si capisce perché. Vengo messo in mezzo, così come qualche mio compagno. Ma non facciamo nulla di male, giochiamo sempre per dare il massimo per questa maglia. Contro i tifosi non ho nullla, ce l'ho con quelli che scrivono sui giornali".

Ljajic parla poi delle prossime sfide, contro l'Atalanta in campionato e contro il Cska Mosca in Champions League: "Tutte e due le partite sono molto importanti, come tutte le altre che giocheremo fino a Natale. Ogni partita per noi è importante, come una finale e alla fine vogliamo fare sempre bene. Noi cerchiamo di vincere ogni partita, per noi è molto importante giocare bene il nostro calcio, provare a far girare sempre la palla, tenerla tanto e fare più gol possibili. Anche a Mosca andremo per giocare il nostro calcio e alla fine vedremo".

Il serbo racconta la sua esperienza con la Fiorentina: "Nell’anno di Montella sono maturato tanto e adesso mi sento più maturo, in campo, ma anche fuori dal campo Faccio di tutto per lavorare bene ogni giorno, dando il massimo in allenamento, ma devo fare ancora tante cose per arrivare ad essere maturo".

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