Garcia: "Chi ha carattere mi segua, degli altri non mi interessa". De Sanctis: "C'è tanta delusione" | Noi siamo la Roma

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Arrivano anche le prime dichiarazioni a caldo al termine della pesante sconfitta contro la Fiorentina che ha sancito l'eliminazione dei giallorossi dall'Europa League.

Poca voglia di parlare nello spogliatoi giallorosso. A metterci la faccia sono il tecnico Rudi Garcia e il portiere Morgan De Sanctis.

Ecco le loro dichiarazioni:

GARCIA A MEDIASET

Una sconfitta amara e improvvisa...
"Complimenti alla Fiorentina, io sono veramente mortificato, perché i giocatori volevano vincere. Davanti agli errori individuali non si può fare nulla. Ora dobbiamo solo concentrarci sul campionato e salvare il secondo posto. Per fare una stagione accettabile dobbiamo qualificarci in Champions. Ci sono 11 battaglie per vincere questa guerra del secondo posto. Ora ci sono due possibilità, o molliamo, ma io non mollerò un secondo, o alziamo la testa e ci risolleviamo. Quest'ultima cosa mi aspetto dai miei. Ho parlato a fine partita. Chi ha carattere e l'orgoglio mi può seguire. Chi sarà troppo debole non mi interessa voglio tornare al combattimento domani mattina"

I giocatori sembrano impauriti dal giocare in casa...
"si per questo ho detto che ci serve carattere. L'Olimpico deve tornare uno stadio dove torniamo a giocare con piacere. Da ora andrò in guerra."

C'è qualcuno che è troppo spaventato per andare avanti?
"Io conto su tutta la mia rosa ovviamente, ma in questo momento di sofferenza c'è questo messaggio da dare alla squadra. Il capo deve dare l'esempio e io sono più motivato che arrabbiato".

Le qualità per uscire dal momento difficile ci sono e la Roma è ancora seconda e ci sono tutti i presupposti per finire bene...
"Sono perfettamente d'accordo con lei. Sulla personalità adesso dobbiamo poggiarci per risollevarsi".



DE SANCTIS A MEDIASET

Quali responsabilità hanno i giocatori e come ripartire?
"La mia presenza qui è obbligatoria, il sentimento dello spogliatoio è generale e nessuno aveva voglia di parlare questa sera. Ora dobbiamo sostituire le parole con i fatti. Quella di stasera è una batosta incredibile, pensavamo potesse essere la partita della svolta come quella di lunedì. Due partite simili, per episodi sfavorevoli e ingenuità. Forse nella scorsa partita avevamo fatto qualcosa di più a livello di gioco. Abbiamo voluto sentire il parere della curva sud, ma penso che tutti i tifosi siano delusi. Noi siamo in una situazione di difficoltà, ma il calcio ti offre l'opportunità di cambiare rotta. Dobbiamo fare bene queste 11 partite e difendere il secondo posto".


DE SANCTIS A ROMA TV

Che gesto è stato quello di andare sotto la Curva?
"Non ci si sottrae di fronte alle responsabilità. Noi sappiamo di averne perché siamo i primi a non essere contenti di quello che stiamo facendo, soprattutto nelle prestazioni e nei risultati. Quando la tifoseria manifesta il proprio disappunto è doveroso da parte nostra prenderci le responsabilità di ascoltare da vicino quello che è il loro pensiero e la loro delusione. Però non posso non sottolineare che queste delusioni sono anche nostre"

Se parla a fine gara uno che non ha giocato, significa che si aggrappa ai leader...
"Significa che come è facilissimo immaginare nello spogliatoio c'è tanta delusione, frustrazione e rammarico. Volevamo tutti che fosse la serata del riscatto, all'Europa ci tenevamo tantissimo, ma se tutto si trasforma in maniera così brutale nei primi minuti diventa tutto inimmaginabile, però è successo. Siamo stati sfortunati, disattenti e poco brillanti, quindi dopo tutto quello che è successo la voglia di parlare non c'era. A parlare però qualcuno deve venirci, quindi è normale che lo faccia qualcuno con più esperienza".

La tifoseria voleva una reazione nervosa dalla squadra nel secondo tempo, perché non c'è stata?
"E' evidente che dopo i primi 2 gol provi a fare a qualcosa, perché pensi che possano esserci i presupposti per rimettere in sesto il risultato. PErò 8', 17', 21'... Arrivano queste botte e non è semplice. Il primo tempo abbiamo fatto vedere qualcosina, un'ottima occasione con Ljajic, poi però subentra anche il fatto che se stai perdendo 3-0 puoi parlare nello spogliatoio quanto vuoi, ma se in campo non trovi l'episodio hai la paura di subirne anche altri, quindi di aumentare una sconfitta che già così è insostenibile. La Fiorentina è rimasta sempre viva e concentrata, ci ha concesso pochissimo. Credo che i tifosi si siano arrabbiati perché sono 3 mesi che non vinciamo in casa e da tempo non troviamo buoni risultati".

Sta diventando un problema giocare all'Olimpico?
"Dal punto di vista tattico è evidente che sia in casa che fuori i nostri avversari giocano sempre alla stessa maniera. E' capitato che essendo passate in svantaggio le altre squadre abbiano deciso di pressare più alte, ma in senso generale da molto tempo tutti fanno la stessa partita: si difendono e poi noi spesso concediamo loro troppo, per demerito e per sfortuna. Abbiamo delle mancanze, non siamo precisi, perché altrimenti non arriverebbero questi risultati. Ora, incamerata anche questa cocente delusione, ora abbiamo ancora 11 partite davanti e sono un'opportunità per riportare il giudizio complessivo dalla nostra parte, fermo restando che ci rendiamo conto che un numero così lungo di risultati negativi non si possono cancellare così facilmente, ma noi ci proveremo".

Per Skorupski non è stata facile...
"Lui ha giocato partite importantissime. Se c'era stato qualcosa di positivo era il fatto che non era mai incappato in alcun errore. Questa sera gli è successo, ma è stata una serata storta per tutti. Potenzialmente è un grande portiere e avrà tutto il tempo per rifarsi, magari proprio a Roma".

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