aprile 2016 | Noi siamo la Roma

Slider[Style1]

Style2

Style3[OneLeft]

Style3[OneRight]

Style4

Style5

Allarme rientrato per Manolas e Florenzi

Gli acciaccati di Roma-Napoli stanno bene. Manolas aveva chiesto il cambio dopo appena venti minuti perché non vedeva da un occhio, colpito da una manata di Higuain, ieri è stato visitato dall'oculista che ha escluso complicazioni ed è tornato ad allenarsi, anche se in solitaria. Stesso trattamento per Florenzi, sottoposto agli esami strumentali di rito dopo il risentimento muscolare accusato a fine primo tempo: non c'è lesione, l'esterno dovrebbe tornare a lavorare in gruppo tra giovedì e venerdì. Maicon potrebbe concedergli comunque un turno di riposo. Totti ha rimediato una botta e ha svolto una seduta personalizzata, ma non preoccupa e sfrutterà il giorno libero concesso oggi da Spalletti per recuperare.

Assente obbligato per Genova è Pjanic, l'unico dei tanti diffidati (Digne, Dzeko, Keita, Florenzi e dopo il Napoli anche Rudiger) ad aver preso l'ammonizione che costerà lo stop. Per un bosniaco che si ferma ce n'è uno che scalpita: Dzeko potrebbe approfittare proprio dell'assenza del connazionale per riprendersi una maglia dal 1'. Da quando c'è Spalletti Miralem non ha giocato titolare in 4 occasioni e in 2 di queste è stato scelto il centravanti ex City con una mediana «ristretta» (in una terza Edin era in campo con un centrocampo a tre). Si potrebbe dunque rivedere il 4-2-3-1 a Marassi, con Nainggolan e uno tra Keita e De Rossi. Intanto, il giudice sportivo ha comminato una multa di 18 mila euro alla Roma per i soliti cori sul Vesuvio e per altri contro Higuain.



(fonte: romaforever.it)

Alle 15 Roma-Napoli per sperare nel secondo posto. Le probabili formazioni

Come puntualizzato da Spalletti nella conferenza stampa odierna, vincere domani col Napoli potrebbe non bastare per raggiungere il secondo posto. Ma, arrivati a questo punto, la Roma è lì e la partita vuole giocarsela, con la miglior formazione possibile. Per questo il rientro in gruppo di Rüdiger nella rifinitura odierna è senz'altro una buona notizia, col tedesco che si candida a questo punto a essere titolare nella linea a 4 di difesa insieme a Florenzi, Manolas e Digne. Pronto comunque Zukanovic o, in alternativa, De Rossi arretrato. Il numero 16 rimane comunque in apertissimo ballottaggio con Keita nel ruolo di perno di centrocampo, dove sono certi del posto Pjanic e Nainggolan. In attacco Spalletti dovrebbe optare ancora per il tridente leggero Salah-Perotti-El Shaarawy, con Dzeko fuori nonostante le parole al miele riservategli proprio dal mister.

Formazione tipo al gran completo anche per Sarri che, dopo le tre gare di squalifica, potrà tornare a disporre del capocannoniere indiscusso del campionato Higuain.


Ecco le probabili formazioni che scenderanno in campo questo pomeriggio allo Stadio Olimpico:

ROMA (4-3-3): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rüdiger, Digne; Pjanic, Keita, Nainggolan; Salah, Perotti, El Shaarawy.

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Allan, Jorginho, Hamsik; Callejon, Higuain, Insigne.



(fonte: tuttomercatoweb.com)

Conferenza Stampa Spalletti: "Penultima di Totti all'Olimpico? Chiedete a... Dzeko? Se l'avessi fatto giocare di più..."

Il tecnico della Roma Luciano Spalletti presenta in conferenza stampa la gara di domani contro il Napoli. 

"Ho parlaro col dottore adesso per Rüdiger, ha avuto un risentimento muscolare. Sembrerebbe tutto a posto, sembra possibile che si alleni col gruppo. Sono rientrati i timori, Vainqueur sta bene, ieri aveva dolore sul finale di allenamento per una contusione alla coscia ma è voluto rimanere. Sono tutti a disposizione, ma c'è da fare l'allenamento di oggi".

Il Napoli usa sempre gli stessi 11: punto di forza o limite?
"Difficile da valutare, loro hanno anche altri calciatori forti fuori dagli 11. Secondo me bisogna andare dietro l'evidenza: se ha fatto questo campionato, questi numeri e questo gioco ha ragione Sarri. Sono la squadra da portare in evidenza come esempio di calcio giocato, come numeri, atteggiamento e continuità. Sono stati i più forti dopo la Juventus ed è giusto che siano in questa posizione".

Domani si affronta una squadra che gioca a viso aperto: questo può influire sulla formazione?
"A volte la formazione l'ho cambiata, ma no, metteremo in campo la squadra che ci dà garanzie maggiori. Loro sono forti, giocano a viso aperto ma sono equilibrati in tutte le fasi di gioco. Si ricompattano bene sulla fase difensiva ma lasciano tre giocatori dietro la tua linea. Bisognerà essere bravi, ma anche compatti e continui come loro, è la loro forza".

Domani la penultima di Totti all'Olimpico?
"You have to do this question to Pallotta, you speak english better than me. Ci sono entrato troppe volte in queste situazione, non voglio trattare argomenti come ho fatto in precedenza, perché sono stato troppo disponibile. Non voglio essere scortese ma ci interessa la partita. Siamo tutti in discussione per l'obiettivo che abbiamo davanti e che vogliamo raggiungere. Si va dritti su quella strada".

Da allenatore, non ti senti di dire la tua su Totti da un punto di vista tecnico?
"Sono costretto a subire una rivalità che non esiste per aver messo in pratica dei principi che sono obbligatori per il mio ruolo e perché sono fatto così. Questo è un discorso da affrontare a fine campionato. Io sono felice se Totti rifarà la cosa che ama fare, sarò al suo fianco nella sua ricerca del ruolo che deve avere il prossimo anno. Mi sembra di essere monotono a dire le stesse cose, la questione riguarda il presidente e Francesco, io come tutti dipendo dal risultato. Davanti abbiamo questa possibilità di risultato in queste ultime partite e dobbiamo avere le attenzioni rivolte a questo obiettivo".

Se la Roma avesse avuto Higuain dove sarebbe?
"Devo tornare a fare uso dei principi che ho dentro di me e che ho nel mio ruolo: parlo dei miei calciatori, che mi hanno dato una possibilità grandissima e che nessuno avrebbe creduto a gennaio. Ossia di andare a giocare Roma-Napoli come una partita decisiva per la qualificazione alla Champions, che è fondamentale per società e tifosi. Devo dare merito a questa squadra di averci creduto subito, questa loro bravura non è stata sottolineata abbastanza. Quando sono arrivato nessuno avrebbe creduto di giocarsi questa partita ad armi pari, per questo obiettivo che sarebbe difficile anche vincendo domani, ma i ragazzi hanno fatto risultati straordinari e non lo abbiamo sottolineato. Hanno pedalato subito forte, si sono messi subito a disposizione. Se non l'avessi creduto non sarei tornato alla Roma, se non avessi creduto che era una squadra forte. Loro me lo hanno fatto vedere di essere forti, e in questa analisi c'è anche Dzeko, che è un grande calciatore e da Roma. Forse non l'ho sostenuto abbastanza ma un campione così non ne ha bisogno. In allenamento ha fatto il suo dovere, forse facendolo giocare di più avrebbe fatto numeri diversi. Higuain è stato straordinario ma sono contento dell'apporto di Dzeko per giocarsi questa partita per questo obiettivo".

Dopo l'ultima partita ha ammesso che la squadra non ha molto carattere. Il carattere potrebbe essere anche un giocatore che ferma Manolas dal battere una punizione... Come si risolve?
"Manolas è uno che sa battere le punziione, ci può essere chi le batte meglio. Il carattere dipende da che formazione usi. Ci fossero stati De Rossi o Strootman, questi magari hanno più personalità di altri. Non ho posto proprio così la risposta, è che ho preferito più la qualità della squadra. Sull'autostima e sulla testa perché dovevano ritrovare le loro qualità tecniche, vedevo lo sbocco e la soluzione per questa squadra. Ho percorso questa strada nel dare indicazione e forzare alcune qualità, poi si è visto che quando deve venire fuori il fatto della furbata, dell'episodio, della bravura nella singola situazione, non si porta a casa tanto. Il risultato è sempre dipeso dalla qualità della squadra o del singolo, per cui forzo su questa direzione fino alla fine. Ma la mia squadra ha carattere, anche se l'altra qualità è più leggibile e può darci di più".

Squadra leggermente meno brillante di un mese fa?
"Abbiamo espresso qualcosa di meno del primo periodo, in cui abbiamo fatto risultati. Però è sempre dipeso dalle giocate, ora abbiamo fatto qualcosa di meno a livello di squadra. Ma nella corsa non mi sembra, noi abbiamo la possibilità di seguire con satellitari la velocità dei calciatori. E quando uno li prende in mano vede che la squadra ha avuto sempre lo stesso rendimento, presente nella corsa e nei numeri che supportano la condizione fisica. A volte abbiamo corso meno bene e questo ha fatto sì che qualcuno di voi lo notasse".

La Roma in tutto il campionato non ha preso gol solo in 6 occasioni. Si può dire che è un problema individuale?
"Dipende sempre dalla scelta fatta, noi negli esterni bassi abbiamo giocatori offensivi che attaccano e rendono la squadra offensiva. Da questo può dipendere, poi io non ho mai usato mediani di contenimento ma centrocampisti che accompagnano l'azione. Globalmente somiglia molto alle scelte in generale della squadra. Ma nonostante ciò si può fare meglio".

Ha visto un entusiasmo diverso in Totti, tale da schierarlo anche titolare domani?
"Ho apprezzato moltissimo il suo messaggio, un messaggio dacapitano vero ed è importante. Ieri ha svolto allenamento da solo perché, come in altre situazione, posso avere un contato diretto con dei calciatori in dei momenti che riguardano solo la famiglia. Lui aveva questo evento, gliel'ho concesso ed è venuto prima per l'allenamento, come successo già con un altro calciatore. Ha fatto tutto con disponibilità ed è importante. Lui è una risorsa, vogliamo che sia così. Per quanto riguarda la formazione, in questo caso la dico domani perché è una gara troppo importante".

Lei parla di rivalità, che è una parola forte: sembra che non siano proprio tutti dalla sua parte... Le dà fastidio?
"Coi numeri di Totti è giusto così, è giusto rendere merito ai numeri che accompagnano questo campione. A volte potrò essere sembrato rigido, brusco, duro ma l'ho sempre fatto secondo i prinicipi del mio ruolo. Chi è affezionato a una causa può perdere di vista la gestione di una squadra. Io ho bisogno di tutti, di averli tutti in un gruppo solo, anche Francesco. L'ultima partita e la penultima ci ha dato una grande mano con la sua qualità. Ma io devo far crescere autostima negli altri, farli senite importanti per il risultato. Si parla tanto di Ranieri: Il Leicester è una squadra, sennò non avrebbe fatto i risultati che ha fatto. La Juventus, anche se ci dà fastidio, vince perché è una squadra forte. Io cerco di guardare quelli più bravi e far sentire la squadra forte. Non ho rivalità, non sono qui per questo ma per una questione di risultati. Se lei (rivolto alla giornalista, ndr) mi fa fare risultati la tiro dentro questo gruppo. Ne parlo con Sabatini e Baldissoni...".



(fonte: romaforever.it)

Intramontabile Capitano!

L‘atto di ribellione più grande. Quello contro le leggi del tempo e della natura. La storia di ieri sera verrà raccontata e sempre ingigantita, ad ogni ricordo. Perché è cosi che nascono le leggende. L’errore di tutti è stato forse quello di pensare che si trattasse di una storia normale, con protagonista Totti, antagonista Spalletti. E’ stato tirato in ballo qualsiasi cosa, in questi giorni. Antropologia e romanità, doveri e diritti. Abbiamo cercato di chiudere il tutto in una gabbia di razionalità, ragione, giudizio.

E il calcio come al solito si è ribellato. Ha scelto da solo, ha scelto l’epica come strumento di comunicazione. Ieri sera Totti è stato un po’ l’eroe di tutti noi. Non per la maglia che indossa, non per quello che rappresenta in campo. Per i suoi no. No al declino. No al tempo che avanza, che vorrebbe spegnerti un po’ , piano piano, tutti i i giorni.

Il rottamatore della rottamazione. Ieri sembra cambiato tutto, e invece non è cambiato nulla. E’ solo che il Dio del calcio ha guardato giù benevolo ed ha concesso una speranza a tutti. Che il tempo si possa fermare, che si possa vivere per sempre in un oggi radioso, che ci si debba ribellare anche all’inevitabile.

Stamattina è tornato tutto come prima, Totti è un giorno in più vicino ai 40. Il tempo proseguirà la sua corsa. Lui proverà ancora a fermarlo e alla fine, comunque, dovrà arrendersi, come chiunque. Non è previsto ancora l’addio, c’era il rischio che la storia si chiudesse così, quasi senza celebrazioni. Inaccettabile. Il calcio voleva una festa. Il calcio c’ha pensato da solo.



(Fabio Caressa. Fonte: sport.sky.it)

Stasera all'Olimpico Roma-Torino: Le probabili formazioni

Obiettivo tre punti per la Roma dopo il doppio pareggio contro Bologna e Atalanta. Luciano Spalletti recupera Pjanic e Digne, entrambi regolarmente in campo nella rifinitura di oggi pomeriggio. Se non dovessero sentire dolore domattina potranno scendere in campo con il tecnico toscano che avrebbe quindi tutti a disposizione. Davanti a Szczesny, tornerà la consueta linea a quattro formata da Florenzi, Manolas, Rüdiger e Digne. A centrocampo De Rossi e Keita si contenderanno una maglia da titolare, con Pjanic e Nainggolan ai fianchi. Se il bosniaco non dovesse farcela, Spalletti potrebbe optare per un 4-2-3-1 con Dzeko unica punta. Altrimenti, in avanti tornerà il trio che ha dato finora più garanzie a Spalletti, quello formato da Salah, Perotti ed El Shaarawy.

Ventura giocherà con il suo classico 3-5-2, con Padelli tra i pali e i difensori Bovo (in vantaggio su Maksimovic), Glik e Moretti. In mediana, assenti Benassi e Acquah, sicuro del posto è Baselli, mentre si giocano due maglie Vives, Gazzi e Obi. Sugli esterni a destra ci sarà Bruno Peres mentre a sinistra Molinaro è favorito su Gaston Silva e Zappacosta. Attacco obbligato date le assenze di Immobile e Maxi Lopez: giocheranno Belotti e Martinez. 


Ecco le probabili formazioni che scenderanno in campo questa sera allo stadio Olimpico:

ROMA (4-3-3): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rüdiger, Digne; Pjanic, Keita, Nainggolan; Salah, Perotti, El Shaarawy.

TORINO (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Bruno Peres, Obi, Vives, Baselli, Molinaro; Martinez, Belotti.

Diretta tv Sky Calcio e Premium Calcio ore 20.45



(fonte: tuttomercatoweb.com)

Spalletti: "Con Totti abbiamo messo a fuoco la situazione. Una squadra non dipende da un giocatore"

Il tecnico della Roma Luciano Spalletti nella sala conferenze del Centro Tecnico Fulvio Bernardini di Trigoria ha presentato ai media la sfida di domani contro il Torino, in programma alle 20:45 allo Stadio Olimpico.

"Lobont out, ieri ha subìto una botta al gomito destro. Gyömbér rientra in gruppo, Digne ok, Pjanic va valutato oggi, però la valutazione la facciamo in gruppo, hanno fatto a parte. Tutti a disposizione gli altri, Pjanic ha un affaticamento agli adduttori, ieri le sensazioni sono state buone, oggi va valutato in gruppo, poi c'è l'allenamento di oggi e il risveglio di domattina".

Come si spiega i due pareggi consecutivi? Ritiene ci possa essere stato un calo di concentrazione post-rimonta?
"A volte dei momenti in cui le cose non girano bene possono esserci, bisogna che la squadra abbia delle ricerche continue, di gestire la partita, nella lotta, nel duello perdiamo qualità in base alle scelte che faccio. Per cui ci vorrebbe il premio quando fai le cose fatte bene come successo contro il Bologna, quando crei situazioni importanti. Se non riesci poi a fare gol, gli altri si chiudono, diventa una partita un po' più muscolare e in questo perdiamo qualcosa. Stiamo parlando della partita di Bologna. Con l'Atalanta ho fatto un ragionamento diverso, mettendo una squadra un po' più fisica, l'Atalanta è forte sulle palle inattive, sa sfruttare la fisicità, sa andare sulla riconquista della palla di nessuno, portare a casa situazioni incerte. Poi hanno anche ripartenza e contropiede, dovevamo stare più attenti. Abbiamo fatto ragionamenti diversi, non siamo riusciti a sfruttare fino in fondo nessuno dei due ragionamenti, ma la squadra ha fatto buone cose sia contro il Bologna che a Bergamo. Mi aspettavo più esperienza dopo il 2-0, avevo fatto una scelta in base a cui la squadra fosse più esperta, invece i fatti non mi hanno dato ragione. Non penso ci saranno scorie, ci sono momenti criticabili e momenti esaltabili, siamo andati sul 3-3 e abbiamo avuto la palla per il quarto gol".

Problemi fisici? Che tipo di partita di aspetta col Torino?
"Le difficoltà ci son state dal punto di vista degli equilibri, se non saremo più bravi avremo le stesse difficoltà. Il Torino sa compattarsi molto bene e sa ripartire, riconosce la palla giocata in verticale, i movimenti delle punte sono a memoria, Ventura è un maestro di calcio, oltre a essere una persona eccezionale. Sa dare l'impronta del suo stile, il suo modo di lavorare, alle sue squadre. Il fatto di essere al Torino evidenzia che sa convincere tutti con il lavoro sul campo, dobbiamo stare attenti alle cose che abbiamo detto, se ci riusciamo possiamo vincerla, ma dobbiamo essere bravi".

La vicenda Totti può essere motivo di disturbo o può essere trasformata in qualcosa di positivo?
"I motivi di distrazione succedono negli spogliatoi, questo non è così. Da un punto di vista nostro è tutto a posto, lavoriamo in funzione del Torino, non parliamo più di quanto accaduto. Ieri abbiamo messo a fuoco quello che era venuto fuori, è chiaro che devo intervenire sulle regole e la moderazione che devo usare per quanto riguarda i messaggi forti che vengono dati verso la squadra. Ma è tutto a posto".

La Roma ha fatto meno punti senza Keita. Perché non ha giocato con Bologna e Atalanta? È difficile sostituirlo?
"Devo riprendere quello che ho detto. Devo moderare quelli che sono i messaggi che vengono mandati. Keita ci ha fatto fare quei punti e gli altri non contano? Non è vero, una squadra non dipende da un giocatore. Qui mi posso rifare a quello che è venuto fuori di Totti dopo il terzo gol, di quello che volevo dire. Quando mi viene posto il messaggio che deve assorbire la squadra che il pareggio l'ha fatto Totti o che la Roma è questo o che la Roma non avrebbe fatto risultati senza Keita. Ci sono altri giocatori che fanno contrasti, che sanno giocare la palla come Seydou, nel caso di Totti c'è una giocata di Dzeko, una giocata eccezionale di Perotti, ci sono due contrasti spezzagambe di El Shaarawy ed Emerson, una palla riconquistata fa Florenzi, e poi c'è il grandissimo gol di Totti. Perché levare i meriti della giocata di Perotti e dire che dipende solo da una cosa? Non è corretto, è distorcere la cosa che è successa, voler spostare demeriti a uno o a un altro, questo non lo accetto, sono attento anche a questo".

La Roma soffre di una crisi di autolesionismo?
"Sono cose che possono succedere, dover intervenire o dire qualcosa. Sono tutte persone importanti, credono di dirle in funzione di una crescita, di un mettere a posto, di dare un messaggio. Nell'intervenire si commettono degli errori, si fanno scelte sbagliate per obiettivo o per tempistica, ma le intenzioni sono quelle di far bene. Il giorno dopo, con meno nervosismo, ci si accorge, e da persone che vogliono perseguire il solco che è stato tracciato, dove dentro ci sono regole, principi e obiettivi, verso la vittoria della Roma".

Dopo la partita ha detto che si disperdono le attenzioni verso la squadra e verso la famiglia. A cosa ha fatto riferimento?
"Si sta parlando solo di Totti perché è uno di quelli che ha fatto la storia della Roma. Io tento di trovare altri 4-5 Totti, mi ci vogliono. Trovarli, crescere o far crescere altri 4-5 giocatori di questo livello. È un discorso che riguarda lo spogliatoio e lo dico dentro allo spogliatoio. Nella testa bisogna avere poche cose, il giorno sono sempre 24 ore, ho provato a fare due ore di straordinario ma non sono arrivato a 26. In 24, ne devi dormire 7-8, usare 3-4 per allenarsi e recuperare. Le fette diventano più strette e c'è bisogno di attenzione. Se riguardo il primo gol preso a Bergamo... è quello che ci frega, siamo disattenti. Quello fa parte del mio lavoro, mi hanno chiamato per far rispettare delle regole, dei principi, per cercare di vincere tutte le partite, tutte non le abbiamo vinte ma qualcuna sì e si tenta di andare avanti, anche se in base a quello che leggo sembra che si sia sbandato totalmente, invece abbiamo sempre il volante in mano".

Ha detto che Roma è un posto eccezionale per lavorare, senza farsi alibi. Lo è ancora o è diventato difficile lavorare, pensando a cosa ha detto su Dzeko?
"Non ho parlato di ambiente, c'è qualcuno che lo mette in contrapposizione, è sotto gli occhi di tutti. L'ambiente per me rimane uguale, The Roma Way è uguale. Dove sembrava che fosse tutto all'aria, a vedere quello che ho letto e quante volte mi ha telefonato Gianni (l'ufficio stampa, ndr) dopo la partita, sono venuto prima a lavorare. Ho tentato di organizzare meglio, era segno che dovevo fare qualcosa di più, quello che questo ambiente mi mette a disposizione".

È stato scritto che Totti salva la Roma...
"È diverso da Totti è la Roma. Che salva la Roma sono d'accordo, se poi ci si mettono quei 3 contrasti stroncagambe di altri calciatori siamo perfetti".

Dal 2005 al 2009, tante volte si erano viste sintesi giornalistiche per cui Totti salvava la Roma, e tante puntualizzazioni sull'eccessiva personalizzazione non le ricordiamo. Questo cambio di rotta avviene per quale motivo?
"È quello che ho detto prima, devo trovare altri Totti, è un po' cambiato sotto l'aspetto della gestione della partita totale. Devo trovare altri calciatori forti come lui e nel farlo devo moderare questi messaggi che vengono mandati alla squadra, è giusto che vengano dati meriti alla squadra. È stato scritto ugualmente di Totti durante la serie di vittorie, scriviamo anche di qualcun altro, la contrapposizione con Dzeko mi fa intervenire, Totti è forte a prescindere, non c'è bisogno di dire che Dzeko deve andare via. Faccio l'allenatore, devo far rispettare le regole, vedere quello che succede negli spogliatoi, che viene detto e preso come obiettivo, se si prendono obiettivi sbagliati devo dire le cose corrette. Lei mi può dire se ho detto delle cose che non stanno in piedi, nel gol di Totti a Bergamo, secondo me è più bella la palla che ha giocato dopo, la squadra ce l'ha come idea, lui la gioca. Perché non citare la grandissima giocata di Perotti? Quella vale tantissimo, di Perotti ne abbiamo bisogno, Francesco l'ho fatto giocare poco probabilmente, ma lo tengo in considerazione altrimenti non l'avrei fatto giocare quando la squadra ne aveva bisogno. Per me è stato messo in condizione di usare la sua classe, sarebbe stato più brutto se lo avessi messo dopo un risultato di 3-0. Io lo uso dove ho da ribaltare una partita e lui per poco non c'è riuscito, gli sarei montato in testa".

Non vede un abbassamento di tono eccessivo?
"Lei sembra che abbia degli interessi in questa causa. Io dico che c'è un Capitano e una squadra. Io guardo la squadra, quando faccio la formazione, e non ho né padre, né madre, né figli, ho solo un obiettivo: la vittoria della Roma. Io faccio scelte solo per questo, se si analizza quello che ho fatto è quello, molte partite la squadra le ha vinte senza Totti, gli altri calciatori hanno un valore e lo devo tener presente. Mi dispiace per Francesco se la interpreta diversamente, ma dico delle cose sane, come in questa settimana c'erano quelli di Coverciano, i discorsi son quelli che l'allenatore in campo è senz'anima e sceglie la formazione per vincere. Se mi dite sempre che non lo faccio giocare, se la squadra ha vinto ha vinto, bravi agli altri e mi dispiace per Totti, lo vedo che vorrebbe giocare e che si sta allenando anche bene, e finché ci sono io si fa così. Regole, principi, obiettivi, fino in fondo per la vittoria per la Roma. Anche scelte. Quando ho bisogno, Francesco lo faccio giocare e sono contento se lui mi ribalta il risultato insieme alla squadra".

Ha detto che sarebbe rimasto con la possibilità di competere per lo scudetto. Sta preparando la prossima stagione...
"A vedere il ritiro c'è andato Domenichini. Io dovevo fare una cosa con mia figlia, sono arrivato alle 11, lui non c'era, è arrivato e gli ho detto di non dirmi nulla perché c'era la conferenza. Il topo è Marco Domenichini, lo schiaccio (ride, ndr)".

Si può sciogliere dunque la riserva? A Bergamo Digne non stava male?
"Io non volevo dire Digne... la disattenzione è questa: c'è Manolas che entra con la guida della palla, De Rossi è nella sua posizione e Manolas va a forzare l'azione. Rüdiger è oltre il suo avversario come linea di perdita di palla, è oltre 3-4 metri, Digne è oltre il suo avversario. Loro facevano la copertura, copro il passaggio, non marcavano e basta da dietro. Loro lo marcavano davanti, in quel momento lì Manolas fa il passaggio e si perde palla, ci sono Digne e Rüdiger che sono oltre gli avversari, ma quando entra Manolas c'è Zukanovic che si apre anche lui, c'è un momento che Borriello resta a Manolas, De Rossi, Zukanovic che va per puntare l'avversario, e i due terzini sono davanti agli esterni. È una cosa che la mia squadra non può fare. Io non ho detto Digne. Quando c'è la perdita di palla resta scoperto un fianco e non possiamo ridare equilibrio scivolando con la linea. Dove andiamo? Stiamo 2-0 per noi! È un equilibrio che va mantenuto. Digne poi riparte e nel recuperare la posizione, la fa riconquistare un paio di volte, poi quando deve fare lo scatto con D'Alessandro, e probabilmente è per la botta presa, laggiù la palla non si recupera come la immaginavano, trova lo spiraglio e ci fa un gol che non dobbiamo prendere. Dico che è una disattenzione, è il momento che porta palla Manolas che è il modo sbagliato di ragionare. Dobbiamo mantenere un equilbrio, quello è il momento peggiore della partita, quando c'è il cambio di possesso. C'è l'inversione a dover ricomporre la squadra, a dover fare una cosa che non eri pronto, è un momento pericolosissimo. Con dei calciatori lo dobbiamo fare, con altri ci dobbiamo aspettare quello che è successo. Io non ho detto di Digne, ho detto di squadra. La scelta era quella lì, giocando Zukanovic centrale e Rüdiger a destra, di andare sulla fisicità, nel mezzo c'è Borriello che è straordinario ma ha delle qualità che puoi toccare, non è come le punte del Carpi. Lui gliela giocano addosso, ha quella qualità lì, mi sembrava a posto e non è stato così, se viene fuori una gestione di questo tipo è segno che l'allenatore ha ancora da dire qualcosa alla squadra".

Lei fu fischiato contro il Palermo, dopo l'episodio di Bergamo che accoglienza si aspetta?
"E che cambia per me? Pensi che mi faccia intimorire da quello che mi trovo fuori? Secondo me ci vogliono altri 7-8 anni".

Lei ha un approccio opposto rispetto a quello amorevole di Garcia...
"Nella scelta della formazione non ho sentimenti, scelgo in base a chi mi fa vincere. Se un calciatore ha bisogno di una cosa e posso farla, la faccio. Nella scelta della formazione non ho anima. Voglio vincere, ho solo questo come obiettivo. Voglio bene ai giocatori, cerco di instaurare un contatto, mi piace toccarli, li abbraccio, qualcuno l'ho anche baciato".

Comunicativamente sono strategie opposte...
"Io lo dico. Dico anche che voglio distribuire meriti giusti, secondo me, per quelli che hanno un impegno giusto. Non voglio bene a tutti allo stesso modo. Voglio più bene a chi arriva in orario, a chi si impegna sempre, a chi si cura i tacchetti, a chi sta attento ai dettagli. Faccio questa distinzione e basta".

Non ritiene che ci sia tantissima durezza e che sia nocumento alla Roma?
"Muro contro muro, se viene fuori e lui mi telefona chiedendomi se ho picchiato Totti nel corridoio e io non ho incontrato nessuno e si parla solo di questo. Perché scrivi così?".

Perché c'erano giocatori dell'Atalanta...
"Che vuol dire? Bisogna fare nomi e cognomi. Altrimenti io chiedo cosa facevi tu vicino a un garage... diciamo la verità, penso ci siano anche per voi delle regole, spero ci siano. Come si fa a tirare fuori che ho messo le mani addosso? Non è stato scritto? Dentro allo spogliatoio è una cosa mia, che io posso, ho nella mia facoltà, di manifestare un mio dissenso per quello che è stato la gestione della partita. Mi son dovuto difendere, fare un comunicato. Non c'è stato nessun contatto, ho parlato dentro lo spogliatoio della gestione della partita, menomale che siamo riusciti a pareggiare e lì ci ha messo del suo Francesco con quel gol lì insieme agli altri. Ma non offendo nessuno, vedo che qualcuno si risente. È un'analisi corretta della partita".

Si aspettava una reazione diversa da Dzeko?
"Bisogna essere sintetici: Dzeko è Dzeko. Da qui in avanti dipende da lui, mi fa vedere di essere quella punta che è, come attenzione a livello calcistico, bene. Non me lo fa vedere? Guardo quello che fa e uso quello che fa. Bisogna che ci dica che forza ha. Son lì a guardare, faccio quello che non ha sentimento. Bisogna fare risultati e bisogna avere uno che abbia quella forza lì, sono lì a guardare".

Sembra che si trovi meglio ad avere un partner d'attacco, è possibile valutarlo in futuro in un'altra veste?
"È un'osservazione corretta, si guardano i dettagli. Dei dubbi li ho, un calciatore come lui, che è importante come lui, che debba dipendere da mettergli un altro differente vicino, è una cosa che non posso pensare. Non devo fare la formazione prendendo un reparto tutto insieme o nessuno. Devo mettere 11 calciatori che devono funzionare. Nella partita di domenica, qualche cosa, se la vedi bene, la trovi dal punto di vista tattico, Salah faceva più l'attaccante, lo volevamo far giocare col centrale e non col terzino, Dramé, loro hanno tenuto Dramé più stretto perché Salah faceva la punta, spostato un po' alla sinistra di Dzeko. Non era aperto a fare l'estermo, volevamo farlo giocare contro il centrale, loro di questo hanno cercato di ovviare portando Dramé a fare il centrale, poi l'hanno lasciato andare quando perdevano, ma spesso a destra entravamo partendo in bandierina tra Gomez e Dramé. Dzeko doveva essere messo nelle condizioni di far bene, non penso che Dzeko abbia bisogno di un partner, penso che è il difetto che si ha noi italiani, anziché assorbire quelli che vengono, cerchiamo di dargli le nostre a loro. E lui ha fatto così, anziché portarci un po' del suo calcio inglese, lui ha sbagliato ha prendere l'idea che gli abbiamo dato. Dzeko ci deve far vedere che è Dzeko, perché non c'è più tempo"




(fonte: romaforever.it)

Spalletti e Totti ai ferri corti: Furibonda lite negli spogliatoi di Bergamo!

Una lite pesante, che almeno non è sfociata in un contatto fisico. Non è stato sereno il post partita di Atalanta-Roma in casa giallorossa. Luciano Spalletti e Francesco Totti avrebbero avuto un diverbio poco prima di rientrare negli spogliatoi, davanti agli occhi di alcuni testimoni. Non è ancora chiara la scintilla che ha scatenato i due: forse una parola di troppo del capitano, oppure un riferimento mal digerito dell'allenatore, segnalato molto agitato al rientro degli spogliatoi nei confronti dei propri giocatori. "Sono 10 anni che fate figure di m... e che sopporto certe combriccole", avrebbe detto l'allenatore toscano. Totti non ci sta, e risponde, probabilmente sbagliando i modi. Spalletti si volta e gli dice: "Zitto tu, che vai in giro per le camere a giocare a carte alle 2 di notte. E poi non vincete mai..."

Di sicuro le dichiarazioni post gara di Spalletti non sono state concilianti sul capitano, che con la rete numero 301 ha consentito alla Roma di pareggiare 3-3. "Totti non ha salvato niente, la partita l'ha salvata la squadra. Lui ha calciato in porta come l'altra volta, ha dato un buon pallone, se ne dava 3 ne facevamo tre. Gliela hanno preparata bene, lui ha questi tiri e ha fatto un gran gol e ci ha dato la possibilità di pareggiare la partita. Fa parte della squadra e fa il lavoro che deve fare tutta la squadra". E poi l'attacco: "Quel gol Totti lo fa anche fra 3 anni, ma sono altre le cose che non vengono portate alla luce. Se ci lavorate un po', vedrete che usciranno". Riferimento non casuale, probabilmente, visto quello che era successo qualche minuto prima.

D'altronde, fin da quando il tecnico giallorosso è tornato a Trigoria, il suo rapporto col capitano è sempre stato piuttosto turbolento. Il 20 febbraio, prima di Roma-Palermo, Spalletti annuncia in conferenza l'impiego di Totti, contemporaneamente Francesco rilascia un'intervista alla Rai in cui, tra le altre cose, dice che il suo rapporto con l'allenatore si limita a un "buongiorno e buonasera". Spalletti la prende male, ci riflette una notte, la mattina comunica a Totti la sua esclusione dal ritiro e il capitano lascia Trigoria per la prima volta in 23 anni. Da quel momento i rapporti restano freddi, ma con fatica i due provano a ricucirli, anche se a Totti poco piacciono i continui riferimenti alla sua condizione atletica che il tecnico fa spesso e volentieri (non ultimo, quello dei dati relativi a una partita giocata contro la Primavera che avrebbero evidenziato la scarsa forma del capitano). Il campo però dice che nelle ultime due partite Spalletti gli dà fiducia e Francesco lo ripaga con un gol e un assist, che non bastano però a stemperare la tensione. Incredibile, vedere i rapporti tra i due oggi e pensare a quanto scritto da Totti sul suo sito nel 2009 quando Spalletti si dimise: "Grazie di tutto Luciano, mi sarebbe piaciuto chiudere con te la mia carriera".

In serata è arrivata la precisazione di Spalletti, affidata al sito della Roma: “Quanto leggo mi sorprende molto visto che, essendo stato espulso, non sono rientrato nel sottopassaggio con i calciatori. Ho atteso i giocatori nello spogliatoio e ovviamente ho avuto delle cose da dire visto che non ero contento di come è andata la partita. Smentisco nel modo più categorico che ci sia stata una lite o peggio ancora un confronto fisico con chiunque dei miei calciatori. Io non metto le mani addosso ai miei giocatori. Adesso basta perdere tempo, da domani al lavoro per la gara contro il Torino". Ma fonti sia della Roma che dell'Atalanta confermano lo screzio.



(fonte: gazzetta.it)

Alle 12.30 Atalanta-Roma: Dentro Dzeko e De Rossi, fuori Pjanic. Le probabili formazioni

Sono due i dubbi di formazione per la Roma in vista della gara contro l'Atalanta, in programma oggi alle 12.30. Il primo riguarda il ballottaggio tra Daniele De Rossi e Seydou Keita, con quest'ultimo favorito dopo i problemi alla schiena che non gli hanno permesso di giocare contro il Bologna. Il secondo concerne l'impiego di Dzeko, che dovrebbe partire titolare al posto di El Shaarawy. Davanti a Szczesny, spazio a Florenzi, Manolas, Rüdiger e Digne. De Rossi e Nainggolan agiranno ai fianchi di Keita, con Pjanic che andrà in panchina, mentre Salah e Perotti daranno supporto a Edin Dzeko.

Reja dovrà vedersela con diverse assenze a centrocampo, come Cigarini e de Roon squalificati e le assenze di Carmona e Diamanti per infortunio. Sceglierà una difesa a 4 composta da Masiello e Drame sulle fasce, con al centro Paletta e l'ex Toloi, favorito su Stendardo. A centrocampo sicuri di giocare Migliaccio in cabina di regia e Kurtic, accompagnati probabilmente da Freuler, preferito al giovane Conti. In questo caso quindi linea mediana a 3, con il tridente composto da D'Alessandro, Gomez e Pinilla.


Ecco le probabili formazioni che scenderanno in campo allo stadio Atleti Azzurri d'Italia alle 12.30:

ATALANTA (4-3-3): Sportiello; A. Masiello, Toloi, Paletta, Drame; Freuler, Migliaccio, Kurtic; D'Alessandro, Pinilla, Gomez.

ROMA (4-3-3): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rüdiger, Digne; De Rossi, Keita, Nainggolan; Salah, Dzeko, Perotti.



(fonte: tuttomercatoweb.com)

Stasera Roma-Bologna: Tocca a Iago Falque? Le probabili formazioni

Monday night all'Olimpico. Alle 20.45 la Roma ospita il Bologna per blindare il terzo posto e per avvicinarsi al Napoli, a +7 in classifica. Spalletti va verso la conferma del tridente con Perotti alle spalle di Salah ed El Shaarawy. Dzeko non è al top e quindi dovrebbe partire di nuovo dalla panchina. A centrocampo manca Nainggolan a causa della squalifica: Pjanic e Keita certi del posto, per l'ultima casella è in pole Iago Falque, ma sono in corsa anche De Rossi (non gioca titolare da due mesi) e Florenzi (in questo caso Maicon andrebbe ad occupare il ruolo di terzino). 

Bologna in emergenza totale: mancano all'appello in primis Destro e Giaccherini. Out anche Taider, Gastaldello, Morleo, Mounier e Zuculini. Probabile il 4-5-1 con Floccari unica punta. Constant dovrebbe prendere il posto di Masina, apparso ultimamente un po' fuori forma. Zuniga sembra pronto al debutto dal primo minuto. 


Ecco le probabili formazioni che scenderanno in campo questa sera allo Stadio Olimpico:

ROMA (4-3-1-2): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rudiger, Digne; Pjanic, Keita, Iago Falque; Perotti; Salah, El Shaarawy. 
All. Spalletti  

BOLOGNA (4-5-1): Mirante; Mbaye, Rossettini, Maietta, Constant; Rizzo, Donsah, Diawara, Brighi, Zuniga; Floccari. 
All. Donadoni



(fonte: corrieredellosport.it)

E' il giorno del Derby: Le probabili formazioni

Il derby non sarà mai una partita come le altre. Lo sanno bene Lazio e Roma, che questo pomeriggio si sfideranno in uno stadio Olimpico quasi deserto, a causa della protesta delle due curve. Tre punti per tenere a distanza Fiorentina ed Inter: è questo l'obiettivo dei giallorossi, attualmente terzi e con cinque punti di vantaggio sulle concorrenti per l'ultimo posto Champions. "E' un'emozione particolare per la passione che si sente attorno alla squadra in vista di questa gara - sono le parole del tecnico Luciano Spalletti nella conferenza stampa della vigilia -. Uno ne viene coinvolto vivendo in questa città, ma noi abbiamo anche altre mire e obiettivi e dobbiamo essere bravi a gestire le emozioni per raggiungere i nostri traguardi". Di fronte, però, ci sarà una Lazio che non ha più nulla da chiedere alla propria stagione e che mira alla stracittadina per regalare una gioia ai propri tifosi. Lo promette il tecnico biancoceleste Pioli: "Vedo una squadra pronta per affrontare al meglio il derby. Oggi serve per l'orgoglio, è un'occasione per dare il massimo, per dimostrare che valiamo questa maglia. Il derby è il derby, è una partita speciale. Vincerlo non significherebbe cancellare la stagione ma renderla meno amara". All'andata, quando sulla panchina della Roma sedeva Garcia, i giallorossi s'imposero con un secco 2-0 targato Dzeko-Gervinho. L'ultima vittoria delle aquile in un derby, invece, risale al 26 maggio 2013, quando Lulic consegnò nelle mani di Mauri la sesta Coppa Italia della storia biancoceleste. L'arbitro dell'incontro, infine, sarà il quarantaduenne Luca Banti: per il livornese si tratterà della quattordicesima presenza stagionale in campionato. 

"Chi scenderà in campo sarà all'altezza della sfida e possiamo far bene". E' il 4-3-3 il modulo scelto da Pioli, che dovrà rinunciare a Basta e Milinkovic-Savic. In difesa, allora, sulla destra giocherà Mauricio, con Braafheid a sinistra e il duo Bisevac-Hoedt in mezzo. Chiavi del centrocampo tra le mani del solito Biglia, con Parolo e Cataldi ai suoi lati. In avanti, infine, il tridente offensivo sarà composto da Candreva, Felipe Anderson e Klose che, probabilmente come Totti, giocherà il suo ultimo derby capitolino. 

"Anche io lo farei giocare da tifoso. Da allenatore però bisogna scindere certe emozioni e bisogna fare altre considerazioni". Questa la considerazione di Spalletti su Totti alla vigilia del match: per il capitano è pronta un'altra panchina. Così come per Dzeko, perché nel 4-3-3 studiato dal tecnico giallorosso in avanti ci saranno Salah, Perotti ed El Shaarawy. Ballottaggio De Rossi-Keita in mezzo al campo, con Pjanic e Nainggolan certi di una maglia da titolare. Nessuna novità, infine, in difesa: avanti a Szczesny, giocheranno Florenzi, Manolas, Rudiger e Digne. 


Ecco le probabili formazioni che scenderanno in campo nel pomeriggio allo Stadio Olimpico:

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Mauricio, Bisevac, Hoedt, Braafhied; Parolo, Biglia, Cataldi; Candreva, Klose, Felipe Anderson. 
Allenatore: Stefano Pioli. 

ROMA (4-3-3): Szczesny; Florenzi, Manolas, Rudiger, Digne; Pjanic, Keita, Nainggolan; Salah, Perotti, El Shaarawy. 
Allenatore: Luciano Spalletti.

Diretta tv Sky Calcio e Premium Calcio ore 15.



(fonte: tuttomercatoweb.com)

Verso il derby. Conferenza Stampa Spalletti: "Per loro siamo l'unica ragione... Mercato? Chi vuole andar via, va via, nessun problema"

Il tecnico della Roma Luciano Spalletti nella sala conferenze del centro tecnico Fulvio Bernardini di Trigoria per presentare ai media il derby di domani contro la Lazio, in programma alle 15:00 allo Stadio Olimpico. 

"Gli unici indisponibili sono Gyömbér e Vainqueur. Vainqueur ha un affaticamento all'adduttore, con dispiacere non ce l'ha fatta a recuperare. Tutti e due riinizieranno a metà della prossima settimana. Poi ci sono un altro paio di situazioni non chiarissime, ma gestibilissime se non peggiorano".

Emozione particolare il ritorno nel derby?
"Ti viene trasferita dalla passione che c'è per questa partita, per questa squadra. Naturalmente ne vieni coinvolto, però abbiamo anche altre mire, altri obiettivi. Dobbiamo essere bravi a saper gestire le emozioni e i traguardi".

Come arriva la squadra a questo sprint finale e al derby?
"Noi ci arriviamo bene, però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari, che anche loro avessero avuto altri obiettivi ai quali pensare. Non so chi arriva meglio, però mi sarebbe piaciuto giocarlo ad armi pari. Per loro, noi in questo momento siamo l'unica ragione. Spero che i giocatori siano bravi a gestire queste altre cose"

Totti titolare?
"Se penso a un sondaggio, anche io lo farei giocare. Se gioca, di sicuro ha la fascia di capitano. Ma si possono proporre anche altri sondaggi, come quello sul telecronista di Euro 2016. Ci sono tanti sondaggi che si possono fare. Ha ragione Caressa quando dice, da amante del calcio, da passionale delle belle giocate, delle belle storie, che sarebbe giusto vederlo in campo, perché lui ha sempre fatto vedere delle grandi giocate dentro ai derby. Da allenatore, bisogna scindere un po' l'emozione e la passione per uno sport e andare a considerare altre cose. Spero di farlo nel modo giusto, perché è una partita importante per le mire che abbiamo. Dobbiamo perseguire incessantemente l'obiettivo Champions, c'è questa tappa dentro".

È possibile che sia cambiato così tanto dalla doppietta di poco più di un anno fa?
"Quando si analizza una partita, o quando si guarda una partita, sono due storie diverse. L'analisi si fa tenendo conto di molte altre situazioni, che lei probabilmente, da sentimentale, passionale, non sa vedere. Perché Francesco le giocate farà sempre. Se si tratta di giocate, glielo possiamo fare di altri 5-6 anni il contratto. Sono altre le cose che vanno considerate. Chi le dice che nel primo tempo di quella partita, la Roma è andata sotto di due gol perché non aveva l'apporto di un calciatore? Dal mio punto di vista, la gestione della partita diventa fondamentale. Per tenere il pallino del gioco, una squadra deve riconquistare il pallone in meno tempo possibile, correre senza palla è la più grossa fatica che si fa. Se si fanno analisi e si guarda la fatica psicofisica di quando una squadra ha o non ha la palla, cambia totalmente in funzione di una cosa che si fa decidendola o subendola, assecondandola. Allora si perde di vista il pallino del gioco. Ho spiegato più volte che il problema è questo, perché quando ha la palla sui piedi la mette dove vuole, quando passa tre palloni sembrano sei in allenamento. Quando la palla l'hanno gli altri come si fa? Me lo spieghi lei".

Totti, quindi, non può gestire più 90 minuti?
"Anche per colpa mia, non l'ho fatto giocare. Abbiamo fatto una partita con la Primavera che ha prodotto numeri, io devo constatare delle situazioni. Si mettono tutte. Dentro questi numeri non c'è la palla giocata di prima alle spalle, non è catalogabile. Se lui l'ha compreso? Per me è un passionale, gli garba l'attrezzo, tira bastonate all'incrocio dei pali, ha forza, qualità, precisione. Non ci sono tanti preamboli e situazioni da dovergli mettere attorno. Vuole il contatto con l'attrezzo".

Domani sono attesi meno di 30mila spettatori, un pensiero su questa cosa? È rimasto deluso della mancata risposta della Curva Sud al suo appello?
"Prima di tutto mi dispiace quando leggo e vedo sui giornali questi numeri, che ci si preparerà ad avere un derby con poca partecipazione. Avrei voluto sentir parlare per tutta la settimana di un progetto di stadio pieno. Di metterci seduti e parlare di trovare le componenti per riuscire a riempire l'Olimpico, spesso, se non sempre. Mi adopererò per conoscere più cose. Chiederò a Gabrielli, se è possibile, di parlarci. Penso che per loro sia un sacrificio enorme, ho visto i derby, lo stadio, la Curva Sud. Per quello che è l'amore, la dipendenza da Roma che si ha vivendo quest'ambiente, mi sembra difficile che possano farne a meno. Capisco il loro sacrificio. Poi sento parlare di giugno, giugno è troppo distante, bisogna trovare soluzioni prima. Noi tutti le vogliamo. Poi è chiaro che il derby fa battere le mani, ma molto di più i cuori. E i cuori, quando battono, fanno lo stesso rumore anche da Testaccio. Noi avremo lo stesso supporto di sentimento, di affetto dello stadio pieno. Sappiamo quanti cuori battono per la Roma".

La Lazio ha fatto meglio contro squadre forti rispetto a quando doveva fare la partita. La Roma dovrà fare la partita, altrimenti la Lazio rimarrà ferma...
"Noi tenteremo di fare la partita e di vincere la partita. Loro sono una buona squadra, hanno offerto buone prestazioni perché sono una buona squadra, hanno un grandissimo allenatore, che conosco. La Lazio saprà come comportarsi. Abbiamo quella mira lì, di arrivare a essere una squadra che si confronta con tutti con l'idea di provare a vincere".

Quanto è difficile tenere in panchina anche De Rossi?
"Da un punto di vista mio è molto più facile di quanto possa sembrare. Tento di far giocare i migliori. Lo dice l'inno della Champions League, per aspirare alla Champions League abbiamo quella mira lì. Userei una parola forte che può dare adito a interpretazioni, noi dobbiamo pensare sempre a rifare quella competizione, dobbiamo stare quasi stabilmente lì. Daniele ha fatto dei buonissimi allenamenti ultimamente, come quello di ieri. Per cui niente è scontato. Daniele può anche essere dentro gli undici, ma bisogna valutare bene la squadra, l'equilibrio, quello che propongono altri calciatori con lo stesso ruolo. Ho una buona rosa a disposizione, devo fare attenzione a questo. De Rossi lo sa, sa quello che è il modo di pensare dell'allenatore. Sono tranquillissimo".

Dal suo ritorno, evita di fare riferimenti alla prima fase romanista. In un derby dopo pochi minuti la Roma era sotto 2-0 ed è dovuto entrare in campo per calmare i giocatori. Questa squadra è più forte mentalmente rispetto a quella?
"Con i derby sono in parità, mi sarebbe piaciuto essere in vantaggio, devo accettare il verdetto del campo, anche se ricordo gli episodi. In questo caso, la squadra subì da un punto di vista di nervosismo, entrarono troppo contratti, erano in quel momento poco consapevoli della forza. Mi sembra che questa squadra sia consapevole, che non farà errori di nessun genere. Però loro sono una buona squadra, possono avere la meglio su delle situazioni, in precedenza abbiamo anche fatto un buon risultato, da un derby abbiamo ricevuto una grande spinta. Magari citando le 11 vittorie invece dei due gol nei primi 5 minuti... (ride, ndr)".

Lei non vuole parlare di Totti, ma...
"Io di Totti ne voglio 15, voglio gente forte come Totti. Sembra che voi abbiate interesse a farne giocare uno, io ne voglio 15 e lavoro per averne 15 forti come lui. Si parla di interessi, visto che è la quarta domanda..."

Non crede che sia il caso di incitare la società a prendere posizione?
"Io devo far bene il mio di ruolo, non interferisco sulle prese di posizione diverse. Totti è una questione delicata, l'ho detto più volte. Non voglio essere messo dentro la storia di Totti, è un'altra cosa. Devo gestire la squadra da un punto di vista tecnico-tattico, di forza, di equilibrio, facendo scelte per avere risultati. Se la squadra funziona devo dare forza anche agli altri, devo fargli credere di essere forti quanto altri, attraverso la crescita si ha un confronto più di livello con chiunque. Gestisco questa parte qui, che è la mia e sulla quale non voglio interferenze. Sulle altre, non voglio responsabilità e non voglio creare interferenze sulla storia e sul rapporto che è giusto che sia quello, si devono dire tutto per il passato che ha avuto Francesco in questa società, che io non so e non devo interferire".

Ha in programma di normalizzare l'arrivo alla stracittadina?
"Ha fatto una domanda giusta, che condividiamo. Non vuol dire sminuire la partita, ma abbiamo anche altre attenzioni, altri confronti di livello. Vogliamo aprire, andare a vedere cosa c'è. Vogliamo il confronto con l'Europa calcistica. Diventa un passaggio importantissimo, però per noi non deve essere l'unica ragione".

Per creare uno stile Roma non bisognerebbe far capire che la Roma è un punto d'arrivo?
"I giocatori lo sanno bene possono stare tranquilli. Che non disperdano energie in questo senso. Da qui alla fine diano il massimo per la ragione di vita di questi due mesi che mancano, che sono i risultati della Roma. Poi chi vuole andar via, va via, non ci sono problemi. In fondo, noi se ne sceglierà qualcuno da mandare via. Fa parte dei ruoli. Loro stanno tranquilli, già lo sanno, non ci sono problemi. È giusto che chi ha mire importanti giochi da calciatore importante, se ritieni di essere bravo devi farlo vedere. Allo stesso tempo, quando si arriva in fondo, uno parla delle ambizioni, che sono giuste, è corretto avere ambizioni e tutti saranno accontentati. Si è sempre giocato a pallone e sempre si giocherà a calcio. Basta un pallone e un prato e si gioca, naturalmente c'è da considerare che siccome sei un calciatore bravo, tu hai un costo di mercato e si prendono in considerazione tutte le cose, arrivando all'obiettivo che si vuole tutti, avere gente che lotta per avere quei risultati di cui abbiamo parlato".

Juve e Napoli sono più forti? Ha pensato di alzare l'asticella del terzo posto?
"Non lo so, devo rendermene bene conto. Se Nainggolan dice così è il primo ad ammettere che ha fatto poco. Uno deve parlare per sé, non per gli altri. Se lui è arrivato a constatare che non sono più forti e la distanza è quella lì, bisogna mettere qualcosa in più. O forse voleva incolpare qualcuno? Devo rendermi conto, dico che se dice di essere al pari di chi sta davanti, ha lasciato qualcosa come attenzione. Deve pedalare di più. Dipende anche dal taglio che si dà".



(fonte: romaforever.it)

Top